BLOG

Corpo, estate e accettazione di sé

Come aiutare bambini e ragazzi a costruire un rapporto sereno con il proprio corpo

Costumi, spiagge, piscine e fotografie condivise sui social rendono il corpo più esposto agli sguardi degli altri e, di conseguenza, anche ai confronti. C’è chi si sente a disagio per il proprio aspetto, chi evita di mettersi in costume, chi inizia a paragonarsi ai modelli che vede online o ai coetanei.
In queste situazioni il ruolo degli adulti è fondamentale: le parole che scegliamo, il modo in cui parliamo del corpo e l’esempio che diamo ogni giorno possono influenzare profondamente l’immagine che bambini e ragazzi costruiscono di sé.
In questo articolo vedremo perché l’estate può essere un momento delicato, quali comportamenti è meglio evitare e come aiutare i più giovani a sviluppare un rapporto più sereno e rispettoso con il proprio corpo.

Perché l’estate può essere un momento delicato?

L’estate è il periodo dell’anno in cui il corpo diventa più visibile: si indossano abiti più leggeri, si va al mare o in piscina, si scattano fotografie e si condividono momenti sui social. Tutto questo può trasformare una stagione di spensieratezza in un’occasione di confronto continuo con gli altri.
Un compagno di classe, un influencer, un personaggio famoso o anche una semplice foto pubblicata online possono diventare il termine di paragone con cui ragazze e ragazzi finiscono per valutare il proprio aspetto e, a volte, persino il proprio valore.
I social network amplificano ulteriormente questo meccanismo di dismorfia. Ogni giorno ragazzi e ragazze scorrono immagini ritoccate, filtrate o costruite per mostrare una perfezione che, nella realtà, non esiste. È proprio in questi momenti che gli adulti possono e devono aiutare i più giovani a guardare oltre gli stereotipi e a costruire un rapporto più sereno con il proprio corpo.

Come nasce l’immagine che un ragazzo ha di sè?

L’immagine che un adolescente ha del proprio corpo si costruisce attraverso le esperienze, le relazioni e le parole che riceve dalle persone che lo circondano.

La famiglia è il primo luogo in cui si impara a guardarsi. Se a casa il corpo viene giudicato continuamente, se il peso diventa un argomento frequente o se gli adulti criticano spesso il proprio aspetto fisico, è probabile che anche i più giovani imparino a fare lo stesso con sé stessi.

Anche la scuola e il gruppo dei pari hanno un ruolo importante: complimento può rafforzare la fiducia in sé, ma una presa in giro, un soprannome o un’esclusione legata all’aspetto fisico possono lasciare ferite profonde, soprattutto durante l’adolescenza.

Cosa possono fare i genitori?

Esistono piccoli gesti quotidiani che possono aiutare bambini e ragazzi a costruire un rapporto più sereno con il proprio corpo.
1. Evitate di commentare continuamente il corpo
Osservazioni che sembrano innocue, come “Sei dimagrito”, “Hai messo su qualche chilo” o “Quel costume ti sta meglio”, possono trasmettere il messaggio che l’aspetto fisico sia la cosa più importante. Provate, invece, a fare complimenti che valorizzino la persona nel suo insieme: l’impegno, la gentilezza, la creatività, il coraggio o la determinazione.
2. Parlate di salute, non di peso
Mangiare bene, fare movimento e dormire a sufficienza sono abitudini che fanno stare bene, non strumenti per raggiungere un ideale estetico. Aiutate i vostri figli a capire che prendersi cura del proprio corpo significa rispettarlo, non cambiarlo per assomigliare a qualcun altro.
3. Date il buon esempio
I bambini imparano osservando gli adulti. Se vi sentono criticare continuamente il vostro corpo, saltare i pasti per dimagrire o parlare solo di diete, è probabile che facciano propri gli stessi pensieri. Provate a usare un linguaggio più gentile anche verso voi stessi: è uno dei modi più efficaci per insegnare ai figli ad accettarsi.
4. Ascoltate senza minimizzare
Se vostro figlio vi dice che non si piace, evita di mettersi in costume o si sente a disagio con il proprio corpo, cercate di non minimizzare quelle emozioni con frasi come “Non è vero”, “Passerà” o “Non ci pensare”. Per lui o per lei quel disagio è reale. Ascoltare, accogliere e fare domande con curiosità è spesso molto più utile che cercare subito una soluzione. Un ragazzo che si sente compreso sarà più propenso a parlare delle proprie insicurezze. Ed è proprio il dialogo il primo passo per aiutarlo a costruire un rapporto sano con sé stesso.

Considerazioni finali

Noi della Fondazione “I figli degli altri” incontriamo ogni giorno bambini, adolescenti e famiglie che affrontano insicurezze, paure e difficoltà legate alla crescita. Ecco perchè sappiamo quanto sia importante aiutare i ragazzi a costruire un rapporto sereno con sé stessi, prima ancora che con il proprio corpo.
Ogni giorno ci impegniamo a creare luoghi in cui possano sentirsi accolti, ascoltati e liberi di esprimere ciò che provano attraverso:

  • Sportelli d’ascolto psicologico dove i ragazzi possono parlare delle proprie difficoltà in un ambiente sicuro;
  • Percorsi di educazione emotiva per aiutarli a conoscere e accogliere le proprie emozioni;
  • Incontri con genitori e insegnanti perché accompagnare un ragazzo nella crescita è una responsabilità condivisa;
  • Attività di prevenzione e sensibilizzazione dedicate al benessere psicologico, all’autostima e a un uso più consapevole dei social.

    Scrivi a info@ifiglideglialtri.it e prenota un appuntamento gratuito con noi.
AIUTACI A SOSTENERE LA FONDAZIONE
I FIGLI DEGLI ALTRI