Quante volte pronunciamo frasi come “Non correre”, “Non urlare”, “Non toccare” durante una giornata? Spesso lo facciamo in automatico, con l’intenzione di proteggere, educare o correggere un comportamento. I bambini hanno bisogno di regole e limiti chiari, ma non sempre dire cosa non devono fare li aiuta a capire cosa ci aspettiamo da loro. È da qui che parte la comunicazione positiva con i bambini: non dal dire sempre sì, ma dal provare a sostituire alcuni divieti con indicazioni che mostrino una strada possibile.
In questo articolo vedremo perché questo cambio di linguaggio può essere utile nella vita quotidiana e, soprattutto, come trasformare alcune delle frasi che diciamo più spesso in messaggi più chiari e positivi.
Perché dire sempre “non” può essere poco efficace?
Immaginiamo un bambino che corre in casa.
La prima frase che viene spontanea è probabilmente “Non correre!”. Il messaggio è chiaro perché indica quale comportamento interrompere, ma non suggerisce cosa fare al suo posto. Possiamo allora provare a riformularlo in modo più concreto dicendo ad esempio: “In casa camminiamo piano, per favore.”
Lo stesso principio può essere applicato a tante situazioni quotidiane:
● “Non urlare” può diventare “Prova a parlare con un tono più basso.”
● “Non buttare i giochi” può trasformarsi in “Mettiamo i giochi nella scatola.”
● “Non interrompere” può diventare “Aspetta che finisca e poi ti ascolto.”
Utilizzare un linguaggio positivo con i bambini significa offrire indicazioni semplici e comprensibili che non si limitino a dire cosa evitare, ma aiutino il bambino a capire quale comportamento può mettere in pratica.
● Dite cosa volete che faccia > Invece di “Non correre”, provate con “Cammina vicino a me”.
● Fate una richiesta alla volta > Frasi brevi e concrete sono più facili da capire rispetto a una lunga serie di rimproveri.
● Spiegate il perché di una regola > “Tieni la mano mentre attraversiamo perché qui passano molte macchine” aiuta il bambino a comprendere il senso del limite.
● Nominate l’emozione prima di correggere il comportamento > “Capisco che sei arrabbiato, ma non possiamo lanciare i giochi” permette di accogliere ciò che prova senza accettare ciò che sta facendo.
● Correggete il comportamento, non la persona. “Questi giochi vanno rimessi a posto” è molto diverso da “Sei sempre disordinato”.
● Lasciate un’alternativa possibile. Se qualcosa non si può fare, indicate cosa si può fare al suo posto: “Sul divano non si salta, ma puoi farlo sul tappeto”.
Considerazioni finali
Noi della Fondazione I figli degli altri crediamo che imparare a comunicare meglio significhi anche costruire relazioni nelle quali bambini e ragazzi possano sentirsi ascoltati, rispettati e liberi di raccontare ciò che stanno vivendo. Per questo motivo, lavoriamo ogni giorno accanto ai più giovani e agli adulti con percorsi di educazione emotiva, sportelli di ascolto psicologico e attività nelle scuole dedicate al benessere dei ragazzi.
Scrivi a info@ifiglideglialtri.it e prenota un appuntamento gratuito con noi.
AIUTACI A SOSTENERE LA FONDAZIONE
I FIGLI DEGLI ALTRI



