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Baby Gang

Perchè il bisogno di appartenenza può diventare più forte della paura? 

Ogni ragazzo ha bisogno di sentirsi parte di qualcosa: di un gruppo che lo accolga, di amici con cui condividere esperienze, di relazioni che lo facciano sentire visto e riconosciuto. Quando questa ricerca di appartenenza incontra contesti sani, può favorire crescita, autonomia e fiducia. Ma quando un ragazzo si sente solo, escluso o invisibile, il desiderio di essere accettato può portarlo a cercare risposte nei luoghi sbagliati. In questo articolo cercheremo di capire perché il bisogno di appartenenza spinge alcuni adolescenti ad entrare nella baby gang e come gli adulti possono intervenire.
Cosa ci racconta il progetto PARLA sulle baby gang?

Durante il progetto PARLA noi della Fondazione “I figli degli altri” abbiamo ascoltato e intervistato oltre 1.500 ragazzi tra i 13 e i 18 anni di 8 scuole tra Napoli e Caserta.
Tra tutti i dati raccolti ce n’è uno che ci ha colpito più di ogni altro: il 70% degli studenti delle scuole medie ha dichiarato che sarebbe disposto ad affiliarsi a una baby gang pur di sentirsi parte di un gruppo.
A una prima lettura potrebbe sembrare una statistica sulla criminalità giovanile.
In realtà, ci racconta qualcosa di molto più profondo.
Ci parla del bisogno di appartenenza e del desiderio di sentirsi accolti, riconosciuti e parte di qualcosa. Perché quando un ragazzo non trova questo spazio nelle relazioni positive, può iniziare a cercarlo altrove.

Perchè una baby gang può sembrare una famiglia?

Nessun adolescente desidera crescere nella violenza, ma ogni adolescente ha bisogno di sentirsi accolto, riconosciuto e importante per qualcuno.
Quando questi bisogni non trovano risposta nelle relazioni familiari, nella scuola o nei contesti educativi, una baby gang può apparire, agli occhi di un ragazzo, come il luogo in cui finalmente sentirsi parte di qualcosa.

Per molti adolescenti, questi gruppi sembrano offrire ciò che stanno cercando:

    • Appartenenza: qualcuno che li faccia sentire parte di un gruppo;
    • Identità: un ruolo, un’immagine e la sensazione di essere finalmente “qualcuno”;
    • Protezione: l’illusione di sentirsi più forti e meno soli;
    • Riconoscimento: attenzione, approvazione e rispetto, anche se ottenuti attraverso comportamenti sbagliati.

Per questo motivo, la prevenzione non può limitarsi a contrastare il fenomeno delle baby gang. Deve partire molto prima per costruire relazioni in cui ogni ragazzo possa sentirsi accolto, ascoltato e parte di una comunità senza dover mettere a rischio il proprio futuro.

Cosa possono fare gli adulti?

Non esistono formule capaci di eliminare ogni rischio. Esiste però qualcosa che può fare davvero la differenza: costruire ogni giorno relazioni in cui bambini e adolescenti si sentano ascoltati, accolti e valorizzati.
Anche i gesti più semplici possono diventare una forma di prevenzione:

    • Lasciare che i ragazzi raccontino quello che vivono, anche quando non condividiamo le loro scelte o il loro punto di vista;
    • Conoscere le persone che frequentano, i luoghi che vivono e le dinamiche del gruppo, senza trasformare il dialogo in un interrogatorio;
    • Sport, musica, volontariato, attività culturali e di gruppo aiutano i ragazzi a sentirsi parte di una comunità sana;
    • Un cambiamento improvviso nel comportamento, l’isolamento o il bisogno costante di approvazione non andrebbero mai sottovalutati.

Nessun genitore deve affrontare da solo le difficoltà della crescita. Confrontarsi con professionisti può fare la differenza.

Il nostro lavoro come Fondazione

Ogni giorno incontriamo bambini, adolescenti e famiglie che attraversano momenti di difficoltà. Per questo motivo, abbiamo scelto di non limitarci a osservare il fenomeno delle baby gang, ma di comprenderlo partendo dall’ascolto dei ragazzi con:

  • Sportelli d’ascolto psicologico nelle scuole per offrire ai ragazzi uno spazio sicuro in cui sentirsi accolti.
  • Percorsi di educazione emotiva e affettiva per aiutarli a riconoscere, comprendere ed esprimere le proprie emozioni.
  • Protocolli di collaborazione con la Polizia Postale e la Procura per i Minorenni per costruire una rete educativa capace di prevenire situazioni di disagio e accompagnare i ragazzi verso nuove possibilità.
    Perché nessun ragazzo dovrebbe cercare in una baby gang quel senso di appartenenza che noi, come comunità, abbiamo il dovere di costruire.

Scrivi a info@ifiglideglialtri.it e prenota un appuntamento gratuito con noi.

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