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Genitori al cellulare

Quando lo smartphone allontana dalla relazione con i figli

“Un attimo.”, “Sto finendo di rispondere.”, “Aspetta, guardo una cosa al telefono.”

Sono frasi che fanno parte della quotidianità di tantissime famiglie perché lo smartphone ci accompagna ovunque: mentre cuciniamo, lavoriamo, mangiamo e, spesso, anche mentre i nostri figli ci parlano. Questo comportamento si chiama parental phubbing e in questo articolo parleremo di cos’è, delle sue cause, degli effetti sui figli e di alcuni piccoli cambiamenti che possono aiutare a costruire una relazione più presente e consapevole.
Cos’è il parental phubbing

Il termine phubbing nasce dall’unione delle parole inglesi phone (telefono) e snubbing (snobbare, ignorare). Il parental phubbing indica il comportamento di quei genitori che, mentre sono con i figli, spostano continuamente l’attenzione sul cellulare, interrompendo il contatto, l’ascolto o la conversazione.
Quando si parla di genitori al cellulare, infatti, non ci si riferisce soltanto all’uso dello smartphone, ma a tutti quei piccoli momenti in cui lo schermo prende il posto della relazione.
Per un adulto possono essere solo pochi secondi, ma per un bambino quei momenti possono trasformarsi nella sensazione di non essere davvero ascoltato o importante.

Quali sono gli effetti sui figli?

I bambini costruiscono la propria sicurezza emotiva attraverso lo sguardo, l’attenzione e la presenza degli adulti di riferimento. Quando un figlio prova a raccontare qualcosa e sente di dover “competere” con uno schermo, può iniziare a trattenersi e sentirsi meno interessante.

Alcuni studi mostrano che il parental phubbing può aumentare nei figli sentimenti di tristezza, frustrazione, rabbia e solitudine. Nei più piccoli può influenzare il comportamento e la regolazione emotiva; negli adolescenti può creare distanza, chiusura e difficoltà nella comunicazione familiare.

Questo non significa che controllare il telefono una volta rovini la relazione con i propri figli. Le relazioni non si rompono per un singolo momento, ma la ripetizione continua di piccole disconnessioni può lasciare un segno emotivo nel tempo.

Come evitare il parental phubbing?

Non esistono genitori perfetti e non serve demonizzare la tecnologia. Ciò che fa la differenza è la consapevolezza.

Piccoli cambiamenti quotidiani possono aiutare a costruire una presenza più autentica nella relazione con i figli:

• Mettere via il telefono durante i pasti o le conversazioni importanti;
• Evitare di interrompere un momento di ascolto per controllare notifiche e social;
• Creare momenti della giornata senza schermi, anche brevi;
• Guardare i figli negli occhi quando parlano;
Mostrare attenzione reale attraverso piccoli gesti quotidiani.

Essere presenti non significa essere perfetti o disponibili ogni secondo. Significa far sentire un figlio accolto, ascoltato e riconosciuto nella relazione.

Considerazioni finali

Dietro il tema dei genitori al cellulare non c’è il desiderio di colpevolizzare le famiglie, ma l’importanza di fermarsi a riflettere su come viviamo le relazioni. 

Se senti che la comunicazione con tuo figlio sta diventando più difficile o hai bisogno di un confronto, noi della Fondazione “I figli degli altri” offriamo percorsi di supporto psicologico e genitoriale per accompagnare famiglie e ragazzi nelle difficoltà relazionali ed emotive.

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