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Carcere minorile, rabbia e adolescenza

È uscito il nuovo libro “Vite costrette” di Rosetta Cappelluccio

La violenza, la rabbia e il silenzio spesso non arrivano dal nulla, ma da storie di trauma, abbandono emotivo e bisogni mai ascoltati.
È da qui che nasce “Vite costrette. Narrazione clinica e pratiche DBT per adolescenti detenuti.”, il nuovo libro della nostra Presidentessa Rosetta Cappelluccio.
Un viaggio nel mondo emotivo di ragazzi cresciuti in contesti complessi, dove la rabbia diventa spesso l’unico linguaggio possibile e la violenza un modo per sopravvivere.

Cos’è la DBT e perché può aiutare nel carcere minorile?

La Dialectical Behavior Therapy (DBT) è un approccio terapeutico che aiuta adolescenti e giovani adulti a riconoscere, comprendere e regolare le emozioni. La DBT lavora su aspetti fondamentali come:

Gestione della rabbia;

• Tolleranza della sofferenza;
• Consapevolezza emotiva;
• Sviluppo delle relazioni interpersonali

Nel libro della Dottoressa Rosetta Cappelluccio, la DBT dà vita a uno spazio di ascolto, relazione e fiducia per molti ragazzi del carcere minorile. Un luogo in cui imparare a fermarsi, respirare e fare un primo vero passo verso la possibilità di cambiare strada.

Carcere minorile e bisogno di appartenenza

Uno dei temi più forti di “Vite costrette. Narrazione clinica e pratiche DBT per adolescenti detenuti” è il bisogno di sentirsi visti, riconosciuti, importanti per qualcuno.
Molti dei ragazzi raccontati nel libro crescono in contesti in cui le emozioni non trovano spazio, dove la fragilità viene soffocata o ignorata. E quando per troppo tempo ci si sente invisibili, anche il gruppo sbagliato può finire per sembrare una casa.
È così che, per alcuni adolescenti, il gruppo criminale diventa una relazione sicura, capace di colmare vuoti emotivi profondi.
In questo scenario, il lavoro terapeutico all’interno del carcere minorile può diventare il primo spazio in cui un ragazzo sperimenta cosa significa essere ascoltato davvero, accolto senza giudizio e libero di mostrare la propria fragilità senza paura di essere umiliato.

Il lavoro della Fondazione “I figli degli altri”

I nostri psicologi, psicoterapeuti, educatori e professionisti legali lavorano ogni giorno accanto a bambini e adolescenti che stanno attraversando momenti complessi, fatti di fragilità emotive, difficoltà familiari, violenza, abusi o solitudine. Perché dietro certi comportamenti non vediamo “ragazzi sbagliati”, ma storie che chiedono di essere comprese. E crediamo profondamente che intervenire presto possa cambiare il modo in cui un adolescente guarda sé stesso, gli altri e il proprio futuro.

Considerazioni finali

Vite costrette. Narrazione clinica e pratiche DBT per adolescenti detenuti” ci ricorda che dietro un ragazzo arrabbiato, violento o chiuso in sé stesso, c’è quasi sempre una sofferenza che non ha trovato spazio per essere ascoltata.
Parlare di educazione emotiva significa fare prevenzione, significa aiutare i ragazzi a riconoscere ciò che provano prima che il dolore si trasformi in rabbia, isolamento o violenza.
Il libro della Dott.ssa Rosetta Cappelluccio è una lettura preziosa per genitori, insegnanti, educatori e per chiunque desideri avvicinarsi con più consapevolezza al mondo emotivo degli adolescenti. Puoi acquistarlo qui → Amazon

La nostra Fondazione organizza anche incontri nelle scuole dedicati alla DBT, alla gestione delle emozioni e alla prevenzione del disagio adolescenziale, insieme alla Dott.ssa Rosetta Cappelluccio e ai professionisti della Fondazione.
Per informazioni o per portare un incontro nella tua scuola scrivici a info@ifiglideglialtri.it.

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